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  • Arthur Jafa (nato nel 1960 a Tupelo, Mississippi) è un artista e regista statunitense il cui lavoro esplora l’identità, la storia e l’esperienza afroamericana.

    Opera tra film, video, fotografia e installazioni, ed è noto per il suo uso intenso del montaggio e di materiali d’archivio.

    Il suo lavoro è profondamente influenzato dalla musica e dalla cultura nera.

    Nel 2019 ha rappresentato gli Stati Uniti alla Biennale di Venezia, vincendo il Leone d’Oro.

    Vive e lavora a Los Angeles.

  • Laura Owens (nata nel 1970 a Euclid, Ohio) è un’artista contemporanea statunitense nota per aver ridefinito la pittura attraverso sperimentazione e innovazione.

    Il suo lavoro combina astrazione, figurazione, testo e tecniche digitali, con riferimenti alla storia dell’arte e alla cultura popolare.

    Owens mette in discussione l’idea tradizionale di pittura unendo processi artigianali e tecnologici.

    Ha esposto ampiamente in importanti istituzioni e gallerie internazionali.

    Vive e lavora a Los Angeles.

  • Charles Ray (nato nel 1953 a Chicago) è uno scultore statunitense noto per le sue opere iperrealistiche e concettualmente rigorose.

    Utilizzando materiali come fibra di vetro, alluminio e acciaio inox, esplora il corpo umano, la percezione e la scala.

    Le sue sculture mettono in discussione il confine tra realtà e rappresentazione.

    Ha esposto ampiamente in importanti musei e istituzioni internazionali.

    Vive e lavora a Los Angeles.

  • Jenny Saville (nata nel 1970 a Cambridge) è una pittrice britannica nota per le sue opere figurative di grande formato dedicate al corpo umano.

    I suoi dipinti mettono in discussione gli ideali tradizionali di bellezza, affrontando temi legati alla carne, all’identità e alla fisicità.

    Il suo lavoro si distingue per una pennellata espressiva e un intenso dialogo con la storia dell’arte.

    Ha esposto a livello internazionale in importanti musei e gallerie.

    Vive e lavora nel Regno Unito.

  • Tino Sehgal (nato nel 1976 a Londra) è un artista britannico-tedesco noto per le sue “situazioni costruite”, prive di oggetti o documentazione.

    Il suo lavoro consiste in incontri dal vivo basati su performance, dialogo, movimento e interazione con il pubblico.

    Sehgal mette in discussione le nozioni tradizionali di opera d’arte, autorialità e mercato dell’arte.

    Ha esposto a livello internazionale, inclusa la Biennale di Venezia e importanti musei.

    Vive e lavora a Berlino.

  • Nato a Seul e trasferitosi nel Regno Unito in tenera età, il lavoro di Sang Woo Kim affronta il tema della sua identità frammentata e le dinamiche culturali alienanti che lo hanno segnato fin dall’infanzia. Cresciuto a Londra da genitori coreani tradizionali, si è sempre sentito «altro» rispetto alle persone che lo circondavano, in gran parte di origine occidentale. Questa esperienza emerge nelle sue opere, che riflettono sull’identità, in particolare quella degli immigrati di prima generazione alle prese con una doppia appartenenza culturale. Kim porta alla luce questo conflitto ed lo esprime in modo poetico, con ironia e umorismo, cercando di sorprendere lo spettatore e di creare una frattura che gli permetta di «vedere» davvero.

    Lavorando con media che spaziano dalla pittura all’installazione, Kim costruisce e smantella confini per creare una «pelle» visiva fatta di nostalgia e ricordi. Il suo lavoro suggerisce che lo sguardo nasce dall’interno ed è legato all’identità: finché non si riesce a coltivarlo, si continuerà a guardare se stessi e il mondo con autoconsapevolezza. Nell’era dei social media l’identità assume nuove connotazioni, diventando una costruzione stratificata che può nascere dal nulla. La domanda centrale nella pratica di Kim è dunque che cosa costituisca l’identità e quanto di essa sia davvero «reale».

    Sebbene tutta la sua produzione sia autobiografica, solo di recente Kim ha iniziato a realizzare autoritratti. In quanto modello di moda, è abituato a essere osservato e filtrato dallo sguardo altrui; l’autorappresentazione diventa così un modo per riappropriarsi della propria identità, del proprio essere ed esistere. Attraverso la sua pratica multidisciplinare, Kim riflette sui concetti di percezione, vedere ed essere visti, soggetto e voyeur, stimolando una maggiore consapevolezza del nostro modo di relazionarci e interpretare il mondo che ci circonda.

  • Christopher Wool (nato nel 1955 a Chicago) è un artista contemporaneo statunitense noto per i suoi dipinti astratti e basati sul testo.

    Il suo lavoro esplora il linguaggio, la ripetizione, la cancellazione e la tensione tra controllo e caso.

    Utilizzando tecniche come stencil, serigrafia e smalto, Wool mette in discussione le idee tradizionali di pittura.

    Ha esposto ampiamente in importanti musei e gallerie internazionali.

    Vive e lavora a New York.

  • Joseph Yaeger è nato nel 1986 a Helena, Montana, e vive e lavora a Londra. Ha conseguito il BFA presso la Rhode Island School of Design nel 2008 e ha completato il MFA al Royal College of Art di Londra nel 2019. Tra le mostre personali selezionate figurano: Antenna Space, Shanghai (2024); The Perimeter, Londra (2023); Antenna Space, Shanghai (2022); Project Native Informant, Londra (2021); V.O. Curations, Londra (2020). Tra le mostre collettive selezionate: Max Hetzler, Berlino (2025); Modern Art, Londra (2024); Hauser & Wirth Somerset, Bruton (2024); Lisson Gallery, Londra (2024); K11, Shanghai (2023); Hannah Hoffman Gallery, Los Angeles (2022); David Lewis, New York (2022); The Perimeter, Londra (2022).

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