
Arthur Jafa (nato nel 1960 in Mississippi) è un artista e regista il cui lavoro indaga la cultura e l’esperienza afroamericana in relazione alla storia e alla circolazione delle immagini negli Stati Uniti, mettendo in primo piano questioni di rappresentazione e di potere.
Lavorando principalmente con l’immagine in movimento, costruisce montaggi che combinano materiali di repertorio e musica, sviluppando un linguaggio visivo profondamente influenzato dalle tradizioni musicali afroamericane.
Nel 2019, Jafa ha ricevuto il Leone d’Oro come Miglior Partecipante alla 58ª Biennale di Venezia.
L’artista vive e lavora a Los Angeles.

Sang Woo Kim (nato nel 1994 a Seoul) è un artista il cui lavoro esplora il tema dell’identità in relazione all’esperienza della dislocazione culturale. Cresciuto a Londra in una famiglia coreana, la sua pratica riflette sulla condizione diasporica e sul conflitto tra la cultura ereditata e quella acquisita.
Nei suoi dipinti sviluppa composizioni che riflettono sull’immagine di sé e sulla costruzione dell’identità nella cultura visiva contemporanea.
Solo recentemente ha incominciato ad usare l’autoritratto come strumento di riappropriazione della propria immagine dopo aver a lungo lavorato nel mondo della moda come modello.
Il suo lavoro esplora i temi della percezione del sé e della visibilità, indagando le dinamiche tra osservatore e osservato.
Attualmente vive e lavora a Londra.

Brandon Morris (nato nel 2000 in California) sviluppa un linguaggio visivo influenzato dai giochi di ruolo, dalla musica sperimentale e dal cinema cyberpunk giapponese: il suo lavoro combina riferimenti all’epoca vittoriana e alla fantascienza, il cui esito sono forme al tempo stesso raffinate e grottesche.
Il suo lavoro recente si situa tra scultura e moda, esplorando il rapporto tra l’indumento e l’assenza del corpo e trasformando l’abito in forme scultoree autonome attraverso materiali come fibra di vetro e resina.
L’artista si sta preparando per la sua prossima mostra museale, prevista per il 2027, a The Aldrich Contemporary Art Museum di Ridgefield (CT, USA). Vive e lavora a New York.

Laura Owens (nata nel 1970 in Ohio) è nota per aver ampliato le possibilità della pittura attraverso un approccio sperimentale che unisce la pittura manuale alle tecniche digitali.
Il suo lavoro combina astrazione, figurazione e testo, integrando riferimenti alla storia dell’arte con elementi tratti dalla cultura visiva contemporanea.
Superando le distinzioni tra produzione manuale e tecnologica, ridefinisce le convenzioni e le gerarchie tradizionalmente associate alla pittura.
Nel 2017, una grande retrospettiva del suo lavoro è stata presentata al Museum of Contemporary Art di Los Angeles. Owens vive e lavora a Los Angeles.

Charles Ray (nato nel 1953 a Chicago) esplora la tensione tra realismo e artificio attraverso variazioni di scala e forma che alterano la percezione fisica dello spettatore.
Nel corso di quasi cinque decenni di attività, si è affermato come uno degli scultori più influenti della sua generazione. Lavorando con materiali come fibra di vetro, alluminio, carta e acciaio inossidabile, realizza opere di grande precisione che generano un senso di familiarità e al tempo stesso disorientano lo spettatore.
La sua pratica attinge alle forme, ai temi e alle convenzioni della tradizione scultorea, pur restando fortemente immersa nel presente.
Il suo lavoro è stato oggetto di importanti mostre istituzionali, tra cui una retrospettiva al Metropolitan Museum of Art (2022), oltre a presentazioni al Kunstmuseum di Basel e all’Art Institute di Chicago.
L’artista vive e lavora a Los Angeles.

Ed Ruscha (Nebraska, 1937) è una figura centrale nell’arte contemporanea, la cui pratica ha profondamente ridefinito la relazione tra immagine e linguaggio. Lavorando tra pittura, disegno, fotografia e libri d’artista, Ruscha attinge al paesaggio visivo e culturale di Los Angeles, confrontandosi con la segnaletica, il cinema e il linguaggio quotidiano.
Il suo lavoro è caratterizzato da un uso preciso e spesso essenziale della parola, presentata come soggetto e immagine al tempo stesso, in cui il significato si sviluppa attraverso variazioni di contesto, scala e percezione. Attraverso diversi media, Ruscha costruisce un linguaggio visivo singolare, al tempo stesso diretto ed elusivo, in equilibrio tra chiarezza e ambiguità.
Le sue opere sono presenti nelle collezioni di importanti istituzioni internazionali, tra cui il Museum of Modern Art, il Whitney Museum of American Art, la Tate Modern e il Centre Pompidou, e continuano a influenzare le pratiche artistiche contemporanee. Vive e lavora a Los Angeles.

Jenny Saville (Cambridge, 1970) è una pittrice nota per le sue rappresentazioni su larga scala della figura umana, con cui ha contribuito a ridefinire la pittura figurativa contemporanea.
Il suo lavoro mette in discussione i modelli tradizionali di bellezza e rappresentazione, concentrandosi sul corpo nella sua fisicità e sulla materialità della carne. I suoi dipinti, caratterizzati da superfici dense e stratificate, mostrano corpi mossi, compressi e deformati, restituendone tanto la dimensione fisica quanto quella psicologica.
Nella sua pratica, si confronta con la storia della pittura, dai maestri del passato fino alle immagini contemporanee, ampliandone le possibilità espressive e materiali.
Il lavoro di Saville è stato oggetto di importanti mostre istituzionali, tra cui una retrospettiva alla Tate Britain (2018), e più recentemente presentazioni al Modern Art Museum of Fort Worth e alla National Portrait Gallery. Una mostra del suo lavoro è attualmente in corso a Venezia presso Ca’ Pesaro, Galleria Internazionale d’Arte Moderna.
Vive e lavora nel Regno Unito.

Tino Sehgal (nato nel 1976 a Londra) è un artista britannico-tedesco la cui pratica è incentrata sulla produzione di opere immateriali che egli definisce “situazioni costruite”.
Le sue opere consistono in incontri coreografati, attivati da interpreti attraverso il linguaggio, il movimento e l’interazione con il pubblico, e si sviluppano in tempo reale all’interno dello spazio espositivo.
Evitando deliberatamente la produzione di oggetti e qualsiasi forma di documentazione, Sehgal ridefinisce le condizioni di produzione, esposizione e circolazione delle opere.
Il lavoro dell’artista è stato presentato in importanti istituzioni internazionali, tra cui la Tate Modern (2012) e la 55ª Biennale di Venezia, dove ha ricevuto il Leone d’Oro come Miglior Artista.

Richard Serra (San Francisco, 1938 – New York, 2024) è stato uno dei più importanti scultori del XX e XXI secolo. Serra ha ridefinito il linguaggio della scultura attraverso l’uso di materiali industriali, in particolare l’acciaio, esplorando peso, equilibrio e relazione con lo spazio.
Le sue opere, spesso concepite in dialogo diretto con l’architettura e il contesto espositivo, spaziano da installazioni monumentali a sculture di dimensioni più contenute e disegni, mantenendo costante un’indagine sul peso, l’equilibrio e la relazione fisica con lo spazio. In ciascuna scala, Serra sviluppa una pratica coerente, in cui la densità materica e la tensione percettiva si traducono in forme essenziali e radicali.
Il suo lavoro è presente nelle collezioni di importanti istituzioni internazionali, tra cui il Museum of Modern Art, il Solomon R. Guggenheim Museum, la Tate Modern e il Centre Pompidou, e continua a influenzare profondamente la scultura contemporanea.

Christopher Wool (Chicago, 1955) è ampiamente considerato uno degli artisti più influenti della sua generazione. La sua pratica incorpora un’ampia gamma di processi e media, con un’attenzione costante alle complessità materiali e concettuali della pittura. Lavorando tra pittura, opere su carta e fotografia, indaga la relazione tra linguaggio, immagine e processo attraverso strategie di ripetizione, frammentazione e cancellazione.
Tecniche come lo stencil e la serigrafia — spesso con l’uso di smalti — introducono al contempo controllo e contingenza, destabilizzando la composizione e l’idea di autorialità. Il suo lavoro è stato oggetto di importanti mostre istituzionali in musei di tutto il mondo.
Vive e lavora tra New York e Marfa, Texas.

Joseph Yaeger (Montana, 1986) è un pittore il cui lavoro esplora i limiti della rappresentazione attraverso la produzione di immagini ambigue.
Lavora principalmente con acquerello su superfici preparate con un ricco strato di gesso, enfatizzando sia le qualità fisiche del supporto sia l’instabilità del medium.
Le sue composizioni, spesso tratte da immagini preesistenti, mescolano suggestioni narrative a un’indeterminatezza visiva, sfuggendo così a un’interpretazione univoca.
Vive e lavora a Londra.